Calendario Pirelli: evoluzione di un simbolo (e di una società)

L’iconico calendario Pirelli è più che una raccolta di foto artistiche che hanno fatto e continuano a far sognare intere generazione: si tratta di un vero e proprio fenomeno culturale, cartina tornasole dei cambiamenti del gusto, della moda, del glamour.

Da decenni il calendario Pirelli è capace di cristallizzare icone femminili in un fascino senza tempo, donne che sono entrate nell’immaginario e nel ricordo collettivo. Insieme alla presenza aziendale negli sport, sia Formula 1 che Inter, e allo sbarco in borsa con la famosa Pirelli IPO, il calendario è uno dei simboli leggendari di questa azienda.

La prima edizione risale al 1963 fu voluta da Derek Forsyth, responsabile dell’Ufficio pubblicità; in quegli anni l’azienda era solita regalare gadget ai suoi clienti, e Forsyth ebbe la felice intuizione di sostituire i classici tagliacarte con un oggetto di più largo uso. L’obiettivo era quello di fotografare 12 donne a rappresentare gli altrettanti paesi dove la Pirelli operava. Scatti pudici e casti ad opera del famoso fotografo Donovan, che però si rifarà nella famosa edizione del 1987 cui prese parte una giovanissima e bellissima Naomi Campbell.

Le modelle dei primi dieci anni di vita di The Cal sono giovani e briose, simboleggiano l’atteggiamento di Pirelli stessa, tesa all’innovazione, a lasciare un segno, a seguire una strada che fosse sempre al passo coi tempi.

Il calendario non fu edito dal 1974 all’84: a seguito della recessione economica provocata dalla crisi petrolifera, la Pirelli si trovò priva del budget sufficiente per continuare a sostenere le spese del calendario.

Dal 1984 al 1994 si torna, moderatamente, all’originario proposito di Forsyth: usare il calendario per pubblicizzare l’articolo re della produzione di Pirelli, ovvero gli pneumatici. Piccoli accenni discreti: un’ombra, un’impronta, un oggetto tecnologico che si intravede. Per la prima volta iniziano a comparire anche foto di uomini, scelta che va di pari passo con la policy aziendale sulle pari opportunità.

Ulteriore svolta proprio nel 1994: Pirelli volta pagina, investe e si butta in nuove campagne pubblicitarie tese a rinnovarne l’immagine. Un salto internazionale che il calendario contribuisce a consacrare. Vengono abbandonati i riferimenti agli pneumatici e ci si concentra esclusivamente all’arte: The Cal diventa così un cult, espressione di stile e bellezza.