Il marketing legato all’infanzia

marketing-infanziaQuando si parla di marketing, una delle fasce di utenza che varie aziende cercando di “conquistare” è quella dei bambini. Sembra strano a dirsi, ma effettivamente i bambini possono indirizzare gli acquisti dei genitori in maniera decisamente notevole, ben più di una campagna di marketing indirizzata direttamente a mamma e papà.

Basti pensare ad una pubblicità vista in TV di un giocattolo, ben fatta ed attraente agli occhi del “pupo di casa” e inizia la solfa “Mamma me lo compri?”. Se il genitore è intransigente, c’è poco da fare, ma chi non acquista almeno un regalo al proprio bambino in occasione delle feste, come il Natale (e non parliamo solo di giocattoli ma anche del bombardamento di ricette di Natale), o per il compleanno?

Con l’avvento degli smartphone e delle console portatili, come la PSP di Sony, si vedono sempre più bambini nel passeggino giocare con questi devices, attenti a non perdere neanche un pixel su quel piccolo schermo. Spesso i genitori danno ai figli il proprio telefono, oppure un vecchio smartphone senza SIM (per evitare che partano chiamate non volute) per divertirsi e non fargli fare i capricci. E’ il momento in cui l’advergaming entra in gioco. Questo termine è la combinazione di avertising e gaming, ovvero pubblicità giocando. Sono vari i giochi, creati da diverse aziende, mirati ai bambini e che in realtà hanno uno scopo di marketing. L’obiettivo è quello di attirare l’attenzione su un determinato brand, per un periodo di tempo prolungato, tramite il gioco, al fine di spingere il bambino a desiderare oggetti di quel brand, in maniera ovviamente inconsapevole.

I bambini, come detto in apertura, sono una grande fonte di entrare, se si sa come poter arrivare ai loro desideri: e se proprio volete risparmiare sul regalo, potete sempre darvi da fare con una bella torta di compleanno ! 🙂